manifesto-VITRIOLI-2bis   Bicentenario del Liceo

Programma

Sabat15 marzo2014   AulaMagna LiceoClassicOre10.30

Introduce

Maria RosariaRao

DirigenteScolastico

LiceoClassico “Tommaso Campanella”RC

                           Intervengono

                     Maria Pia Mazzitelli

                          Direttore ArchiviStorico DiocesanRCBova

                  Funzionario Biblioteca Comunale RC

                          Cettina Nostro

                      Docente di Storia dellArte

                     Liceo Classico “Tommaso Campanella” RC

                           Relaziona

                        Antonino Zumbo

                    Ordinario di Filologia Classica - Università di Messina

               DiegVitrioli e iReaCollegio

vitrioli-ritratto  Diego Vitrioli (1819 - 1898)

Nato a Reggio Calabria nel 1819 da Tommaso Vitrioli e Santa Nava il 20 maggio 1819; fanciullo fu inviato dai genitori a studiare nel Real Collegio della città (oggi Liceo Classico “Tommaso Campanella”, allievo di Gaetano Paturzo e di Antonino Rognetta dai quali attinse umorismo e arguzia), dove apprese dallo zio, sacerdote
Annunziato, i primi rudimenti della lingua latina. Rientrato in casa iniziò, sotto la guida del padre, gli studi di retorica, filosofia, diritto e teologia, giovandosi della fornita biblioteca paterna ricca di opere letterarie e filosofiche.
Giovanissimo scrisse la prima opera a stampa, una dissertazione latina sul tempio di Giunione Lacinia ed elegie e iscrizioni greche per la morte di Anna Marzano. Recatosi a Napoli nel 1838, frequentò i letterati della capitale e approfondì i suoi studi sulle antichità pompeiane, ercolanesi e stabiensi. Nel 1843 presentò, al concorso bandito dalla Reale Accademia Ercolanese, una Memoria archeologica che fu una delle tre premiate. A 25 anni partecipò al premio di poesia latina dell'Accademia Hoeufftiana di Amsterdam con il suo carme Xiphias, composto di115 esametri latini e si aggiudicò la medaglia d'oro e 120 fiorini. Nello stesso anno fu eletto Ispettore delle antichità della Calabria Ultra Prima e nominato professore di eloquenza e archeologia greca e latina nel Real Collegio di Reggio dove rimase fino all'avvento dei Gesuiti; fu, inoltre, per molti anni, maestro sostituto di lingua francese nel detto Istituto. Nel 1845 intervenne al VII Congresso degli Scienziati Italiani nella sezione archeologica. Con rescritto del 28 aprile 1852, fu nominato Bibliotecario della città di Reggio, carica che rivestì fino al 1860. Nel 1855 sposò Rachele Adorno di Campo Calabro dalla quale, due anni dopo, ebbe un figlio, Tommaso, morto a 6 anni per difterite, evento che minò il rapporto portando i due coniugi alla separazione. Di carattere solitario, dedicò la sua vita agli studi e alla meditazione, non si allontanò mai dalla sua città verso la quale nutriva un sentimento ambivalente. Fu membro di numerose Accademie: pastore di numero dell'Arcadia di Roma col nome d'Iseo Tridanio, accademico Ercolanese, socio dell'Istituto Prussiano di corrispondenza archeologica, socio della Deputazione di Storia Patria di Torino e della Deputazione di Storia Patria di Parma e Piacenza, membro della Peloritana di Messina, della Florimontana di Monteleone, socio della Pontificia Romana Accademia dei Quiriti, dell' Accademia dei neghittosi di Città della Pieve, degli Abbozzati di Sezze, degli Affaticati di Tropea, dell'Accademia di Scienze e lettere di Catanzaro. Ottenne decorazioni cavalleresche per meriti letterari: il re Ferdinando II, con rescritto del 24 novembre 1857, lo nominò cavaliere dell'Ordine di Francesco I; il pontefice Pio IX, con breve del 19 agosto 1859, lo elesse cavaliere di San Gregorio Magno; il re Vittorio Emanuele lo creò cavaliere Mauriziano. Imponente la sua produzione letteraria in lingua latina (poesia: Xiphias, Epigrammata, Elegiae; prosa: Asinus Pontanianus, Elogio di Angela Ardinghelli, Orationes [celebre quella titolata De laudibus Romani Pontificatus]; epigrafi; una serie di Epistolae, dirette a personaggi illustri e dotti); in lingua greca (un carme e dodici epigrammi) e italiana (Veglie Pompeiane, Epistole), molto apprezzata al di fuori dell’asfittico clima culturale della Calabria Ultra.
Molti celebri studiosi e professori universitari dedicarono opere a Diego Vitrioli e in molti giornali dell'epoca è spesso fatta menzione del suo nome.
Morì a Reggio il 20 maggio 1898, lo stesso giorno e mese della sua nascita.